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| Le Opere di Impruneta, Il Tesoro di Santa Maria |
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Cushion
Tuscan Manifacture, 15th century, before 1477 |
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The discovery of the sacred image of the Virgin
Florentine Sculptor, Mid 15th century |
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Altar trappings composed of four candleholders and a cross bearer with a cross
Florentine Workshop, Before 1632 |
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Antiphonary (previously called Vesperal 6)
Antonio di Girolamo di Ugolino, 1538-1539. |
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1. Gradual (previously called Antiphonary I)
Lippo di Benivieni, 1315-1320 ca. |
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Basin and jug
Tuscan Manifacture, Datable as 1711 |
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Pyx
Tuscan Manifacture, 16th century |
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Processional cross
Lorenzo Ghiberti, 1425 ca. |
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Reliquary of St. Sixtus
Simone Pignoni, Dated 1614 |
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Pyx
Cosimo Merlini, 1637 |
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Pair of votive vases
Tuscan Manifacture, Second quarter of the 17th century, datable as 1633 |
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Pax
Antonio di Salvi, 1515 |
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Little cape - image cover in canvas
Tuscan Manifacture, 1568 |
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Chasuble
Tuscan Manifacture, Early 18th century |
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Series of two tunicles
Tuscan Manifacture, 17th century |
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| Coppia di vasi votivi |
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La coppia di vasi in argento sbalzato e inciso
fa parte di una serie costituita da 15 esemplari, omogenei per stile e
per epoca, donati da alcune famiglie nobili e dal clero metropolitano
alla basilica di Santa Maria all'Impruneta in occasione della celebre
processione del 1633, promossa dai granduchi in riconoscenza alla
Madonna per aver posto fine al contagio della peste; corredati
probabilmente da gigli votivi, erano destinati ad ornare la balaustra
marmorea che recinge il tempietto della Vergine.
I due esemplari che sono stati scelti sono fra i più preziosi di questo
unico corredo argenteo, veri capolavori dell'oreficeria seicentesca
fiorentina. I vasi si sviluppano su un piede circolare, dalla
superficie liscia, con sottili modanature che si ripetono anche sul
collo, altrimenti privo di decorazioni. Sul corpo piriforme si dispone
un elegante e fitto ornato a volute fitomorfe, che includono nella
parte superiore tre cartelle con le armi dei donatori sormontate da
corone, quelle delle nobili famiglie dei Salviati, dei Corsini e dei
Niccolini. I vasi sono arricchiti da tre beccucci che partono da
protomi a mascheroni in argento fuso. Sull'orlo della bocca si trovano
il marchio di Firenze e un fiore di cardo in campo ovale, che rimanda
probabilmente alla bottega dove vennero eseguiti ma che non è stato
rintracciato su altri oggetti.
La datazione è suggerita oltre che dal marchio cittadino nella versione
usata proprio in quell'anno, dalla strettissima somiglianza con altri
vasi della stessa collezione datati 1633 che ripropongono la stessa
tipolgia di decorazione, legata a prototipi manieristici.
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