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Le Opere di San Casciano Val di Pesa, Museo di Arte Sacra
:: Processional cross
Tuscan Manifacture, Late 14th century - early 15th century
:: Martyrdom of St. Lucy
Giovan Camillo Ciabilli, Late 17th century
:: Thurible
Tuscan Manifacture, Dated 1775
:: Navicule
Tuscan Manifacture, Dated 1775
:: Madonna and Child
Gino Micheli da Castello, Dated 1341
:: Sculpted Column
Master of Cabestany, Second half of the 12th century
:: Chasuble
Tuscan Manifacture, 16th century and late 15th century-16th century
:: Cope
Tuscan Manifacture, Late 17th century
:: Madonna and Child
Lippo di Benivieni, Second decade of the 14th century
:: Coronation of the Virgin
Neri di Bicci, Dated 1476 and 1481
:: The Archangel St. Michael and stories from the legend of his life
Coppo di Marcovaldo, 1250-1260 ca.
:: St. Anthony Abbot, St. Sebastian and St. Rocchus
Master of Tavarnelle, 1510-1515 ca.
:: Madonna and Child
Ambrogio Lorenzetti, Dated 1319
 
.:.opere.:.artisti
Sant’Antonio Abate, San Sebastiano e San Rocco
1510-1515 ca.
Maestro di Tavarnelle
San Casciano Val di Pesa, Museo di Arte Sacra
Tempera su tavola;
cm 117 x 148
Provenienza: oratorio della Pieve Vecchia di Sugana.
 

Il dipinto è attribuito al cosiddetto Maestro di Tavarnelle, un pittore la cui identità è controversa e che trae il nome dalla tavola con la Madonna col Bambino in trono tra i Santi Sebastaiano e Martino conservata nel Museo d'Arte Sacra a Tavarnelle Val di Pesa, divenuta il punto di riferimento per tutte le altre opere ricondotte a questa stessa personalità artistica.
La tempera raffigura al centro e in primo piano i tre Santi Antonio Abate, Sebastiano e Rocco, tutti e tre invocati contro le pestilenze, che furono frequentissime in Toscana nei primi decenni del Cinquecento; un soggetto non comune, che ha fatto avanzare l'ipotesi che il dipinto possa essere stato commissionato come ex-voto.
Al centro San Sebastiano è ritratto secondo l'iconografia più tradizionale, che ripropone la scena del suo martirio: è un giovane nudo, legato ad un tronco d'albero e trafitto dalle frecce che avrebbero dovuto ucciderlo ma che non riuscirono a ledere nessun organo vitale; due angeli in volo all'altezza della sua testa recano una corona e una palma, simboli del martirio cristiano. Ai piedi di Sebastiano, alla sua destra, si trova Sant'Antonio Abate, avvolto nella tonaca da frate, con il bastone a forma di stampella, emblema tradizionale del monaco medievale, il libro delle sacre scritture e il campanello, attributo che allude al suono che annunciava da lontano l'arrivo dei gesuati dell'ordine antoniano; anche il maiale che lo accompagna sempre è strettamente legato all'ordine, essendo l'animale tradizionalmente allevato dai monaci antoniani durante il medioevo. Sul lato opposto San Rocco, riconoscibile dal bastone da pellegrino e dalla bisaccia, mostra la piaga sulla parte interna della coscia, la parte del corpo dove apparivano i primi segni della peste. Il paesaggio che fa da sfondo alle tre figure è di estremo interesse perché raffigura con grande fedeltà l'abitato di Cerbaia come si vede dalla Pieve di Sugana, luogo originario della tavola.
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